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SUMMARY:L'universo di Gaza attraverso due libri
DESCRIPTION:ENOTECA LETTERARIA\nin collaborazione con\n\nNicola Feruglio\np
 resenta\n\n"Non siamo numeri" \n&amp\;\n "Il loro grido è la mia voce"\n*
 Intervista al curatore di "Non siamo numeri" Ahmed Alnaouq in collegamento
  da Londra*\nNON SIAMO NUMERI - We Are Not Numbers è un progetto di narr
 azione giovanile co-fondato nel 2015 da Pam Bailey dagli Stati Uniti e Ahm
 ed Alnaouq da Gaza. Da allora\, i giovani palestinesi\, che vivono nella S
 triscia di Gaza assediata\, hanno utilizzato la piattaforma Wann per racco
 ntare in presa diretta l’impatto umano dell’occupazione. In questo mod
 o\, hanno combattuto per essere riconosciuti non come numeri ma come esser
 i umani con vite\, speranze e sogni. Alcuni di loro sono nel frattempo mor
 ti sotto le bombe.\n\n\n\nNon siamo numeri raccoglie racconti sulle esper
 ienze uniche e le sfide quotidiane e dolorose dei giovani di Gaza. I racco
 nti\, suddivisi in dieci capitoli\, uno per ogni anno dal 2015 a oggi\, e 
 intervallati da poesie\, esprimono paura\, frustrazione\, rabbia\, tristez
 za e disperazione ma anche\, la speranza nella pace\, nella libertà\, nel
 la possibilità di aspirare a un futuro migliore. Si augurano di potere vi
 vere un giorno in un ambiente pacifico\, di avere accesso a un’istruzion
 e di qualità\, di realizzare i propri sogni e di contribuire positivament
 e alla società. \n\nNella raccolta vengono narrate anche storie crude di
  torture a opera dei soldati israeliani\, uccisioni\, evacuazioni forzate\
 , violenze di vario genere\, sottrazione e distruzione di case e beni pers
 onali. Lo stress emotivo e psicologico\, nonché la perdita di stabilità\
 , sono onnipresenti. Ogni racconto ha uno stile diverso\, dal momento che 
 sono stati scritti da fonti diverse\, ma in generale sono diretti e pungen
 ti\, senza giri di parole. Dicono ciò che deve essere detto senza preoccu
 parsi della sensibilità del lettore. Anzi\, lo scopo è proprio quello d
 ’immergerlo nella realtà della vita a Gaza.\n\nIn un epilogo che copre 
 la più recente guerra a Gaza\, i curatori della raccolta Ahmed Alnaouq e 
 Pam Bailey riflettono sulle tragedie personali che hanno dovuto affrontare
  – inclusa la morte di 21 membri della famiglia di Ahmed nell’esplosio
 ne di un’unica bomba – così come su quegli scrittori che hanno portat
 o avanti il lavoro di Wann e su coloro che non sono più in vita per farlo
 .\n\nIL LORO GRIDO È LA MIA VOCE - La poesia come atto di resistenza. L
 a forza delle parole come tentativo di salvezza. È questo il senso più p
 rofondo delle trentadue poesie di autori palestinesi raccolte in questo vo
 lume\, in gran parte scritte a Gaza dopo il 7 ottobre 2023\, nella tragedi
 a della guerra in Palestina\, in condizioni di estrema precarietà: poco p
 rima di essere uccisi dai bombardamenti\, come ultima preghiera o testamen
 to poetico (Abu Nada\, Alareer)\, mentre si è costretti ad abbandonare la
  propria casa per fuggire (al-Ghazali)\, oppure da una tenda\, in un campo
  profughi dove si muore di freddo e di bombe (Elqedra). Come evidenzia lo 
 storico israeliano Ilan Pappé nella prefazione\, «scrivere poesia durant
 e un genocidio dimostra ancora una volta il ruolo cruciale che la poesia s
 volge nella resistenza e nella resilienza palestinesi. La consapevolezza c
 on cui questi giovani poeti affrontano la possibilità di morire ogni ora 
 eguaglia la loro umanità\, che rimane intatta anche se circondati da una 
 carneficina e da una distruzione di inimmaginabile portata». Queste poesi
 e\, osserva Pappé\, «sono a volte dirette\, altre volte metaforiche\, es
 tremamente concise o leggermente tortuose\, ma è impossibile non cogliere
  il grido di protesta per la vita e la rassegnazione alla morte\, inscritt
 e in una cartografia disastrosa che Israele ha tracciato sul terreno». «
 Ma questa raccolta non è solo un lamento»\, nota il traduttore Nabil Bey
  Salameh. «È un invito a vedere\, a sentire\, a vivere. Le poesie qui tr
 adotte portano con sé il suono delle strade di Gaza\, il fruscio delle fo
 glie che resistono al vento\, il pianto dei bambini e il canto degli ulivi
 . Sono una testimonianza di vita\, un atto di amore verso una terra che no
 n smette di sognare la libertà. In un mondo che spesso preferisce voltare
  lo sguardo\, queste poesie si ergono come fari\, illuminando ciò che rim
 ane nascosto». Perché la scrittura\, come ricordava Edward Said\, è «l
 ’ultima resistenza che abbiamo contro le pratiche disumane e le ingiusti
 zie che sfigurano la storia dell’umanità»\n\n*INGRESSO LIBERO*\n È P
 OSSIBILE ACQUISTARE I VOLUMI PRESSO ENOTECA LETTERARIA IN QUALUNQUE MOMENT
 O O ONLINE AI SEGUENTI LINK:\n\nhttps://www.enolibreria.it/prodotto/non-si
 amo-numeri-le-voci-dei-giovani-di/\n\nhttps://www.enolibreria.it/prodotto/
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